Guardiola dice no all’Italia: ora Pirlo è favorito per la panchina azzurra

Pep rifiuta l’offerta della FIGC per motivi personali. Tramonta il grande sogno azzurro e prende quota Andrea Pirlo per guidare la ricostruzione della Nazionale.
Pep Guardiola non sarà il nuovo commissario tecnico dell’Italia. Dopo alcuni giorni di valutazioni, l’allenatore catalano avrebbe deciso di declinare la proposta ricevuta per prendere in mano la Nazionale, mettendo così fine a una delle ipotesi più affascinanti circolate intorno alla panchina azzurra.
La risposta definitiva sarebbe arrivata nella notte tra giovedì e venerdì. Alla base della scelta non ci sarebbero questioni strettamente sportive o economiche, ma motivazioni personali che avrebbero convinto Guardiola a non iniziare una nuova esperienza alla guida dell’Italia.
La trattativa aveva assunto contorni concreti durante lo scorso fine settimana, quando Paolo Maldini e Leonardo avevano raggiunto Barcellona per incontrare l’ex tecnico del Manchester City e capire se esistessero realmente le condizioni per costruire insieme un nuovo ciclo. Guardiola non aveva chiuso immediatamente la porta, preferendo prendersi alcuni giorni per analizzare la proposta e valutare tutti gli aspetti legati a un incarico completamente diverso rispetto alla quotidianità di un club.
Il tecnico catalano avrebbe riflettuto per quasi una settimana prima di comunicare la propria decisione durante una call notturna. Un no che costringe adesso la FIGC e i dirigenti incaricati di individuare il nuovo commissario tecnico a cambiare rapidamente strategia.
Guardiola rappresentava inevitabilmente la soluzione più prestigiosa. Affidargli la Nazionale avrebbe significato avviare un progetto profondamente innovativo, basato su una precisa identità di gioco e sulla costruzione di un percorso destinato ad andare oltre i risultati immediati. L’operazione, tuttavia, era considerata complessa fin dall’inizio e il rifiuto dell’allenatore obbliga ora l’Italia a concentrarsi sulle alternative.
Il nome che sembra aver guadagnato maggiormente terreno è quello di Andrea Pirlo. L’ex centrocampista azzurro, oggi impegnato sulla panchina dello United FC di Dubai, sarebbe considerato un profilo adatto per aprire una nuova fase dopo la deludente gestione di Gennaro Gattuso.
L’idea sarebbe quella di affidare la Nazionale a un allenatore con una profonda conoscenza dell’ambiente azzurro e disposto a lavorare all’interno di un progetto di medio-lungo periodo. Pirlo conosce perfettamente il peso della maglia italiana, avendo vissuto da protagonista alcuni dei momenti più importanti della storia recente della Nazionale, compreso il trionfo mondiale del 2006.
La sua candidatura potrebbe inoltre rappresentare una scelta di continuità rispetto alla volontà di costruire una squadra maggiormente orientata alla qualità tecnica. Dopo le esperienze maturate sulle panchine di Juventus, Fatih Karagümrük, Sampdoria e successivamente negli Emirati Arabi Uniti, Pirlo potrebbe così trovarsi davanti alla possibilità più importante della propria carriera da allenatore.
Un ulteriore elemento sembra rafforzare questa pista. Nelle ultime ore non sarebbero infatti stati avviati nuovi contatti né con Roberto Mancini né con Antonio Conte, due allenatori inevitabilmente associati alla Nazionale quando si apre una discussione sul futuro della panchina azzurra.
L’assenza di trattative concrete con entrambi potrebbe indicare come la FIGC abbia già individuato in Pirlo il principale candidato del cosiddetto piano B. Dopo aver atteso la risposta di Guardiola, la Federazione potrebbe quindi accelerare rapidamente per evitare di prolungare una situazione di incertezza.
Il mancato arrivo del tecnico catalano rappresenta certamente la fine di un sogno particolarmente suggestivo, ma apre contemporaneamente una fase decisiva per il futuro dell’Italia. La priorità diventa adesso individuare un commissario tecnico capace non soltanto di ottenere risultati nel breve periodo, ma soprattutto di ricostruire un gruppo reduce da una fase complicata.
Andrea Pirlo sembra essere diventato il nome più caldo. La sua conoscenza del calcio italiano, il prestigio costruito durante la carriera da giocatore e una filosofia orientata al possesso e alla costruzione dal basso potrebbero convincere definitivamente la FIGC.
Dopo il no di Guardiola, dunque, il casting per la panchina azzurra entra nella sua fase conclusiva. Il grande obiettivo internazionale è sfumato, ma la Federazione non vuole perdere tempo: nelle prossime ore la candidatura di Pirlo potrebbe trasformarsi da semplice alternativa a vera e propria scelta per dare inizio al nuovo ciclo dell’Italia.
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