La battuta di Infantino sull’Italia al Mondiale scatena le polemiche

La battuta di Infantino sull’Italia al Mondiale scatena le polemiche

Le parole di Gianni Infantino durante la serata inaugurale dei Mondiali 2026 hanno acceso un acceso dibattito, soprattutto in Italia. Il presidente della FIFA, intervenuto ai microfoni dell’emittente brasiliana CazéTV, ha scherzato sulle difficoltà degli Azzurri nel qualificarsi alla Coppa del Mondo, riaprendo una ferita ancora aperta per i tifosi italiani.

Durante l’intervista, Infantino ha parlato del nuovo format del torneo, che per la prima volta nella storia vede la partecipazione di 48 nazionali. Il numero uno della FIFA ha ricordato come negli ultimi anni sia stata discussa anche l’ipotesi di ampliare ulteriormente la competizione.

“Vediamo come funzionerà questa Coppa del Mondo con 48 squadre. È un torneo enorme”, ha dichiarato. Poi la battuta destinata a far discutere: “Abbiamo parlato anche di 64 squadre. Forse con 64 l’Italia si qualificherebbe. Potremmo arrivare a 228 per vedere se ci riesce”.

Una frase pronunciata con il sorriso, ma che ha immediatamente attirato critiche e reazioni, considerando le mancate qualificazioni dell’Italia ai Mondiali del 2018 e del 2022.

La reazione della politica

Tra le prime risposte è arrivata quella del deputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato, che ha attaccato duramente il presidente FIFA.

“A Gianni Infantino piace fare lo spiritoso sull’Italia che non si è qualificata ai Mondiali? Si ricordi che non parla da tifoso al bancone di un bar, ma da presidente della FIFA”, ha dichiarato.

Amato ha poi sottolineato come la mancata qualificazione della Nazionale rappresenti già una ferita profonda per il calcio italiano, definendo le parole di Infantino “battutine da quattro soldi” e accusandolo di mancare di rispetto a un Paese che fa parte della storia del calcio mondiale.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha scelto una posizione più prudente ma comunque critica.

“Voglio sentirlo, quanto letto mi lascia perplesso”, ha dichiarato il ministro, spiegando di voler approfondire direttamente con Infantino il senso delle sue parole.

Il tema delle 64 squadre resta aperto

Al di là della polemica, le dichiarazioni del presidente FIFA riportano al centro del dibattito il tema dell’espansione della Coppa del Mondo.

L’idea di un torneo a 64 squadre era stata avanzata dalla CONMEBOL in vista del Mondiale del 2030, l’edizione del centenario che sarà organizzata da Spagna, Portogallo e Marocco, con alcune gare celebrative in Sudamerica.

La proposta avrebbe portato il torneo a ben 128 partite, aumentando la partecipazione delle federazioni emergenti. Tuttavia, la FIFA ha deciso di non procedere, anche a causa delle difficoltà organizzative e delle perplessità espresse da diverse confederazioni, in particolare dall’UEFA.

Per il momento il calcio mondiale si concentra quindi sul nuovo format a 48 squadre. Ma le parole di Infantino dimostrano che il dibattito sul futuro della Coppa del Mondo è tutt’altro che chiuso.

Nel frattempo, la sua battuta sull’Italia continua a far discutere e divide tifosi, addetti ai lavori e istituzioni.

 

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