Tutto il mondo del calcio è in lutto: è morto Sven-Göran Eriksson

Lo scorso gennaio aveva annunciato di avere un tumore allo stadio terminale. Aveva 76 anni. In Italia ha guidato Roma, Fiorentina, Sampdoria e Lazio.
Lutto nel mondo del calcio: Sven-Göran Eriksson è morto all’età di 76 anni. L’allenatore era malato da tempo. In Italia ha guidato importanti club come Roma, Fiorentina, Sampdoria e Lazio: proprio con quest’ultima ha vinto lo storico Scudetto nel campionato 1999-2000, la Coppa delle Coppe edizione 1998-1999 e la Supercoppa europea nel 1999. Ha anche conquistato quattro volte la Coppa Italia (due volte con i biancocelesti, una con i giallorossi e un’altra con i blucerchiati). Proprio alcuni giorni prima di morire, nel corso di un documentario di Prime a lui dedicato, dal titolo Sven, aveva detto queste parole: “Non essere dispiaciuto, sorridi”. “Ho avuto una bella vita. Penso che tutti abbiamo paura del giorno in cui moriremo, ma la vita riguarda anche la morte. Spero che alla fine la gente dirà: ‘Sì, era un brav’uomo’. Ma non tutti lo diranno”. “Spero che mi ricorderanno come un uomo positivo. Grazie di tutto: allenatori, giocatori, pubblico. È stato fantastico. Prendetevi cura di voi stessi, prendetevi cura della vostra vita e vivetela. Fino alla fine. Ho avuto una bella vita”, aveva concluso. Eriksson era affetto da cancro al pancreas. Dopo averlo rivelato lo scorso gennaio che gli restava solo un anno di vita, aveva intrapreso una sorta di tour d’addio negli stadi che più lo avevano amato, compreso il Marassi di Genova e l’Olimpico di Roma, dove era stato accolto tra lacrime e applausi lo scorso maggio. Queste le sue parole di gennaio scorso: “Tutti avevano capito che non stavo bene, immaginavano fosse cancro e lo è. Devo lottare finché potrò. Nel migliore dei casi sarà per un anno o anche di più, nel peggiore anche meno. In realtà nessuno può esserne sicuro con certezza, è meglio non pensarci. Puoi ingannare il tuo cervello, pensare positivo e vedere le cose nella maniera migliore, non perderti nelle avversità, perché questa ovviamente è la più grande di tutte, ma ricavarne comunque qualcosa di buono da questa esperienza”. E poi: “Son collassato improvvisamente mentre facevo una corsa di cinque chilometri. Dopo un consulto medico ho scoperto di avere avuto in ictus e che avevo già un tumore. Non so da quanto tempo, forse un mese, forse un anno”.










