Spalletti pronto al rinnovo con la Juventus: sì possibile, ma a precise condizioni tra ingaggio, mercato e obiettivi

Rinnovo Spalletti-Juve in fase avanzata: la società vuole chiudere durante la sosta per le Nazionali, ma il tecnico chiede garanzie su progetto e obiettivi.

La Juventus arriva alla pausa per le Nazionali con più dubbi che certezze. Il pareggio contro il Sassuolo ha rallentato la corsa Champions: i bianconeri sono stati agganciati dalla Roma e ora inseguono il Como, avanti di tre punti. Nulla è compromesso, ma il clima si è fatto più pesante tra un attacco poco produttivo, critiche ai singoli e fiducia in calo.

In questo contesto, la società vuole comunque andare avanti con Luciano Spalletti, considerato l’uomo giusto per il progetto. L’idea è quella di chiudere il rinnovo già durante la sosta, con un biennale fino al 2028 e un ingaggio progressivo: circa 3 milioni netti più bonus il primo anno, fino a 5 milioni dal secondo.

Il vero tema, però, non è economico. Spalletti ha aperto al rinnovo, ma chiede garanzie precise. In primo luogo sugli obiettivi: la Juventus vuole tornare a lottare per lo Scudetto o limitarsi a consolidare un posto tra le prime quattro? La differenza è sostanziale e incide direttamente sulla costruzione della rosa.

Proprio il mercato è il punto centrale. Il tecnico non ha gradito le scelte invernali e ritiene la squadra meno competitiva rispetto alle aspettative iniziali. Anche alcune decisioni recenti, come le esclusioni di David e Openda, sono state interpretate come segnali chiari: con l’attuale organico, anche la qualificazione alla Champions non è scontata.

Per questo Spalletti chiede interventi mirati: meno scommesse e più giocatori pronti, con esperienza anche internazionale. La dirigenza, con un assetto rafforzato dall’ingresso di Ottolini e dal ruolo sempre più centrale di Chiellini, dovrà dimostrare di saper investire meglio rispetto agli ultimi anni, dove la spesa non è mancata ma i risultati sì.

Il rinnovo, quindi, resta vicino e strategico per dare stabilità all’ambiente. Ma sarà legato a un punto chiave: costruire una Juventus realmente competitiva, capace di tornare protagonista e non solo di rincorrere un piazzamento europeo.

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