Musetti rilancia il team: José Perlas affiancherà Tartarini. Ecco chi è il nuovo coach

Lorenzo Musetti ufficializza l’ingresso di José Perlas nel team: lo spagnolo affiancherà Simone Tartarini nella prossima stagione. Ecco la sua carriera.
Le prime indiscrezioni sulla possibile collaborazione tra Lorenzo Musetti e José Perlas risalgono al 4 novembre, ma per settimane il carrarino ha smentito o ridimensionato ogni voce. Anche durante le Nitto ATP Finals 2025 di Torino Musetti aveva evitato conferme.
A più di un mese da allora, l’ufficialità è arrivata proprio dal diretto interessato: con un post su Instagram, Musetti ha annunciato l’ingresso di José Perlas nel suo team. Lo storico maestro spagnolo affiancherà Simone Tartarini nella prossima stagione, anche se i dettagli della collaborazione non sono ancora definiti: non è chiaro infatti in quanti tornei Perlas sarà presente né quale sarà il suo ruolo operativo accanto al classe 2002.
La scelta di Musetti ricade su uno dei tecnici più esperti e vincenti del panorama internazionale. Perlas vanta una carriera ultraquarantennale: iniziata nel 1985 come direttore della Andres Gimeno School of Tennis, lo ha poi visto fondare una propria accademia e collaborare con la Federazione spagnola negli anni 1994-1995. Il suo nome è legato soprattutto ai successi ottenuti come coach.
Dal 1995 guida Carlos Moyà, portandolo alla vittoria del Roland Garros e al numero 1 del ranking mondiale. Conclusa quella parentesi nel 2000, affianca Albert Costa, con cui conquista il Roland Garros 2002. Negli anni successivi allena giocatori di altissimo livello come Guillermo Coria, Nicolas Almagro, Juan Carlos Ferrero, Janko Tipsarevic, Fabio Fognini e Dusan Lajovic. Fa inoltre parte del celebre “G-4”, il gruppo di capitani che conduce la Spagna alla vittoria della Coppa Davis nel 2000 e nel 2004, oltre alla finale del 2003.
Alla luce di questo percorso, Musetti può ritenere di avere accanto un tecnico capace di incidere in modo concreto sulla sua crescita, soprattutto sulla terra battuta. Non è un caso che due dei suoi ex allievi — Moyà e Costa — abbiano trionfato al Roland Garros, lo Slam potenzialmente più alla portata del carrarino, pur in un contesto dominato da talenti come Sinner e Alcaraz.
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