Malagò eletto presidente FIGC: trionfa al primo voto con il 68,58%

L’ex numero uno del CONI raccoglie l’eredità di Gravina e apre una nuova fase per il calcio italiano: al centro del programma Nazionale, giovani, stadi e sostenibilità dei club.

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex numero uno del CONI è stato eletto al primo scrutinio con il 68,58% delle preferenze, superando nettamente Giancarlo Abete, che si è fermato al 29,17% dei voti. Con questo risultato, Malagò raccoglie l’eredità di Gabriele Gravina e diventa il 34° presidente della storia della Federazione Italiana Giuoco Calcio, considerando anche commissari e reggenti.

Subito dopo la proclamazione, il dirigente romano ha espresso tutta la sua emozione per il nuovo incarico, sottolineando il senso di responsabilità che accompagna questa sfida. «Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto», ha dichiarato davanti all’assemblea che lo ha eletto.

Nel corso della conferenza stampa, Malagò ha indicato le priorità del suo mandato. Tra queste figurano il rilancio della Nazionale italiana, il rafforzamento dei rapporti con le istituzioni e la necessità di avviare riforme strutturali per rendere più competitivo l’intero sistema calcio. Sul tema del prossimo commissario tecnico, il neo presidente ha precisato di non aver ancora avviato contatti con alcun candidato.

Grande attenzione sarà dedicata anche ai giovani, ai vivai e alle infrastrutture. Malagò ha evidenziato l’importanza di valorizzare i talenti cresciuti in Italia e di preparare il Paese all’appuntamento con Euro 2032, che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia. Tra gli obiettivi c’è l’individuazione e l’ammodernamento degli stadi che ospiteranno la manifestazione.

Il nuovo presidente ha inoltre indicato il modello tedesco come esempio da seguire per lo sviluppo del calcio italiano, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione dei club, i centri federali e gli investimenti nelle strutture sportive.

Nel programma di Malagò trovano spazio anche la sostenibilità economica dei club, una maggiore collaborazione tra FIGC e Lega Serie A, il sostegno al calcio femminile, il rilancio dei settori giovanili e l’introduzione di regole più chiare per il mondo degli agenti sportivi. «Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano», ha concluso il neo presidente, lanciando il suo messaggio per il futuro del movimento calcistico nazionale.

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