Italia-Croazia 3-0: Antropova trascina le Azzurre agli Europei

Italia-Croazia 3-0 agli Europei: Antropova trascina le Azzurre all’esordio

L’Italia debutta con una vittoria agli Europei di volley femminile 2026, superando la Croazia per 3-0 allo Scandinavium di Göteborg. Il risultato rispetta pienamente il pronostico, ma dietro il successo delle Azzurre si nasconde una partita più interessante di quanto racconti il punteggio finale. Dopo un primo set praticamente perfetto, infatti, la squadra guidata da Julio Velasco ha dovuto gestire una crescita evidente delle croate, soprattutto nel secondo e nel terzo parziale.

Il risultato di Italia-Croazia 3-0 permette alla Nazionale di iniziare nel migliore dei modi il proprio percorso nella Pool D degli Europei. I parziali di 25-9, 25-22 e 25-23 evidenziano però due volti differenti dell’Italia: dominante nella fase iniziale, più vulnerabile e discontinua quando la Croazia ha aumentato pressione al servizio e aggressività.

La protagonista offensiva è stata Ekaterina Antropova, autrice di 22 punti, mentre Paola Egonu ha terminato la sfida con 14. Una coppia dal potenziale enorme che Velasco ha deciso di schierare contemporaneamente fin dall’inizio.

Italia-Croazia 3-0: dominio assoluto nel primo set

Le Azzurre partono con un impressionante 8-1

L’approccio alla partita dell’Italia è praticamente perfetto. Le Azzurre entrano sul taraflex dello Scandinavium con aggressività, trovando immediatamente efficacia al servizio e grande presenza nella correlazione tra muro e difesa.

Il punteggio vola rapidamente sull’8-1 per l’Italia, con la Croazia incapace di costruire un cambio palla regolare. Antropova, Sarah Fahr e Anna Danesi fanno sentire immediatamente la propria presenza, mentre Alessia Orro può distribuire il gioco sfruttando una ricezione inizialmente molto ordinata.

L’Italia riesce così a imporre un ritmo difficilmente sostenibile per le avversarie.

Muro e servizio fanno la differenza

Uno degli aspetti più convincenti del primo parziale riguarda la pressione esercitata dalle Azzurre dai nove metri. La battuta italiana impedisce alla Croazia di giocare con continuità al centro e rende molto più prevedibile la costruzione offensiva avversaria.

A quel punto il muro italiano diventa determinante. Danesi e Fahr controllano il centro della rete, mentre la difesa può posizionarsi con maggiore precisione.

Il vantaggio cresce fino al 21-8, prima della chiusura sul 25-9. È un set quasi senza storia e probabilmente uno dei parziali più convincenti che Velasco potesse chiedere alla propria squadra per iniziare il torneo.

Antropova ed Egonu insieme cambiano l’attacco dell’Italia

La grande curiosità tattica dell’esordio riguarda soprattutto la presenza contemporanea di Antropova ed Egonu. Velasco sceglie Egonu nel ruolo naturale di opposta e utilizza Antropova come schiacciatrice.

Una soluzione che porta in campo contemporaneamente due delle attaccanti più potenti del panorama internazionale.

Quando la ricezione consente a Orro di gestire liberamente il pallone, per il muro avversario diventa complicatissimo individuare in anticipo la direzione dell’alzata. Egonu rappresenta una minaccia costante da posto 2, mentre Antropova garantisce potenza e altezza dall’altra parte della rete.

La Croazia reagisce e mette in difficoltà l’Italia

Nel secondo set emergono i primi problemi

La partita cambia radicalmente nel secondo parziale. La Croazia comprende di non poter competere giocando allo stesso ritmo dell’Italia e aumenta il rischio soprattutto dalla linea dei nove metri.

La strategia funziona.

Dal 7-7 le croate costruiscono un break importante, portandosi prima sul 10-7 e successivamente sul 13-7. Per la prima volta nel match l’Italia è costretta a inseguire.

Velasco interviene anche sulla seconda linea per aumentare la stabilità della squadra. La pressione sulla ricezione di Antropova diventa infatti uno dei temi tattici più evidenti dell’incontro.

Egonu e Antropova guidano la rimonta

Proprio nel momento più difficile emerge però la profondità offensiva dell’Italia.

Egonu aumenta il proprio rendimento in attacco, Sylla trova punti e pressione al servizio e Antropova continua a rappresentare una soluzione estremamente affidabile nei palloni più complicati.

Le Azzurre recuperano fino al 14-14, cancellando completamente il vantaggio costruito dalla Croazia.

Da quel momento il set procede con maggiore equilibrio. Danesi trova un muro pesante nel finale, Egonu continua a mettere sotto pressione la difesa croata e l’Italia riesce progressivamente a riprendere il controllo.

Il 25-22 consegna alle Azzurre il secondo parziale e soprattutto dimostra la capacità della squadra di reagire dopo un momento di evidente difficoltà.

Antropova chiude da miglior realizzatrice

A fine partita il tabellino assegna ad Antropova 22 punti, miglior realizzatrice dell’Italia. Egonu si ferma invece a quota 14, mentre Danesi e Fahr contribuiscono con 8 punti ciascuna.

Numeri che mostrano quanto il nuovo assetto offensivo possa aumentare le possibilità a disposizione di Velasco.

Antropova non viene utilizzata soltanto come terminale offensivo: giocando da schiacciatrice deve assumersi maggiori responsabilità nella seconda linea. Proprio questo elemento rappresenta uno degli aspetti sui quali lo staff tecnico potrà lavorare durante la competizione.

Italia-Croazia, terzo set combattuto fino alla fine

Le croate non mollano e arrivano sul 22-22

Chi si aspettava una Croazia ormai rassegnata dopo il secondo set viene rapidamente smentito.

Il terzo parziale rimane equilibrato fin dalle prime battute. Sul 10-9 l’Italia non riesce ancora a creare una separazione definitiva e le avversarie continuano a giocare senza particolare pressione.

Le Azzurre provano ad accelerare con Egonu e Antropova, raggiungendo il 17-15, ma la Croazia resta agganciata alla partita.

Il momento più delicato arriva nel finale, quando il punteggio torna in perfetta parità sul 22-22. Il rischio di dover giocare un quarto set diventa concreto.

Cambi e Adigwe danno nuova energia

Velasco utilizza la profondità della propria panchina per modificare gli equilibri del finale. L’ingresso di Carlotta Cambi e Merit Adigwe offre una soluzione differente alla costruzione offensiva italiana.

Adigwe trova punti importanti, mentre Cambi riesce a incidere direttamente nel momento decisivo.

Sono segnali particolarmente interessanti perché un torneo lungo come EuroVolley non può essere affrontato affidandosi esclusivamente alle titolari. La possibilità di cambiare interpreti senza diminuire drasticamente il livello tecnico può diventare un fattore fondamentale quando arriveranno gli incontri a eliminazione diretta.

L’ace di Cambi chiude la partita

Il finale premia l’Italia.

Dopo aver respinto l’ultimo tentativo di rimonta croato, le Azzurre arrivano al match point e Cambi firma l’ace del definitivo 25-23. L’Italia può così festeggiare il 3-0 e archiviare la prima partita europea senza concedere set.

Il risultato rappresenta un buon punto di partenza, soprattutto considerando che la fase a gironi serve anche a Velasco per verificare soluzioni tattiche differenti in vista degli impegni più impegnativi.

Cosa lascia l’esordio dell’Italia agli Europei 2026

Orro gestisce un potenziale offensivo enorme

Tra le prestazioni più importanti c’è quella di Alessia Orro. Gestire contemporaneamente Antropova ed Egonu richiede equilibrio nella distribuzione e capacità di evitare che il gioco italiano diventi prevedibile.

La regista azzurra può inoltre sfruttare centrali come Danesi e Fahr, obbligando il muro avversario a considerare praticamente ogni zona della rete.

È proprio questa varietà che potrebbe trasformarsi in una delle armi principali dell’Italia durante gli Europei.

Il torneo prevede complessivamente 24 Nazionali e 76 partite, distribuite tra Turchia, Repubblica Ceca, Azerbaigian e Svezia, con la finale prevista il 6 settembre.

Fersino risponde presente in seconda linea

Un altro elemento positivo arriva da Eleonora Fersino. Il libero azzurro è chiamato a un lavoro importante soprattutto quando la ricezione italiana viene messa sotto pressione.

Nel secondo set alcune sue difese permettono alla Nazionale di rimanere agganciata alla partita durante il momento migliore della Croazia.

Con una formazione particolarmente offensiva, l’equilibrio della seconda linea diventa inevitabilmente decisivo. Fersino dovrà quindi rappresentare uno dei punti di riferimento nella gestione delle situazioni più complicate.

Velasco ha già indicazioni importanti

Il 3-0 non deve nascondere gli aspetti ancora da migliorare.

La differenza tra il primo set e i due successivi dimostra che l’Italia deve trovare maggiore continuità. Quando servizio, muro e difesa funzionano contemporaneamente, il livello espresso dalle Azzurre è altissimo. Quando invece cala la pressione dai nove metri e la ricezione perde precisione, anche una squadra tecnicamente inferiore può riuscire a rimanere in partita.

Per Velasco, quindi, la vittoria contro la Croazia rappresenta contemporaneamente una conferma e un utile banco di prova.

Italia-Montenegro, subito il secondo appuntamento

Le Azzurre tornano in campo sabato 22 agosto

Non c’è molto tempo per analizzare l’esordio. Sabato 22 agosto alle ore 15:00 l’Italia affronta il Montenegro nella seconda partita della Pool D.

Sulla carta il divario tecnico resta molto ampio. Il Montenegro è inoltre alla sua prima partecipazione nella storia agli Europei femminili, un risultato già significativo per il movimento pallavolistico del Paese.

Per Velasco potrebbe quindi essere un’altra occasione utile per ruotare alcune giocatrici e perfezionare meccanismi ancora in fase di assestamento.

La Francia resta l’avversaria più importante del girone

Il percorso della Pool D comprende Italia, Francia, Svezia, Slovacchia, Croazia e Montenegro, con tutte le partite disputate allo Scandinavium di Göteborg.

Tra gli appuntamenti del girone, la sfida con la Francia assume inevitabilmente un peso particolare nella corsa alle prime posizioni.

Prima di pensare agli scontri più impegnativi, però, l’Italia dovrà sfruttare le partite iniziali per aumentare progressivamente ritmo e precisione.

Italia vincente, ma il potenziale è ancora tutto da esplorare

Il 3-0 dell’Italia sulla Croazia agli Europei di volley femminile 2026 rappresenta esattamente il risultato che ci si attendeva alla vigilia. Il modo in cui è maturato, tuttavia, offre indicazioni molto più interessanti del semplice punteggio.

Il primo set ha mostrato una Nazionale dominante, capace di mettere l’avversario sotto pressione in ogni fondamentale. Il secondo e il terzo hanno invece evidenziato qualche passaggio a vuoto, ma anche la capacità delle Azzurre di reagire nei momenti più delicati.

Soprattutto, l’esperimento con Antropova ed Egonu contemporaneamente in campo apre scenari tattici estremamente interessanti. Antropova ha risposto con 22 punti, Egonu ne ha aggiunti 14 e Orro ha dimostrato di poter gestire una quantità impressionante di soluzioni offensive.

L’Italia parte dunque con tre punti e senza set persi. Contro il Montenegro arriverà subito una nuova occasione per perfezionare gli automatismi. La sensazione lasciata dall’esordio è chiara: la squadra di Velasco dispone di un potenziale enorme, ma deve ancora trovare la propria versione più equilibrata e continua.


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