Inchiesta Prisma Juventus: chiesto il rinvio a giudizio per Agnelli e gli altri ex manager

Cosa rischia la Juventus

L’inchiesta “Prisma” della Juventus prosegue con il rinvio a giudizio di dieci persone, compresi l’ex-presidente Andrea Agnelli, l’ex-vice presidente Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Fabio Paratici.

La procura di Roma ha richiesto il rinvio a giudizio degli ex vertici della Juventus nell’ambito dell’inchiesta sui conti della società che era stata avviata dai pm torinesi ed era poi arrivata ai pm romani per competenza. Gli indagati, sono all’incirca una decina, tra cui l’ex presidente Andrea Agnelli, l’ex vice Pavel Nedved, Fabio Paratici e Maurizio Arrivabene. Le accuse contestate nell’inchiesta Prisma sono quelle di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni. In particolare, l’accusa ipotizza plusvalenze fittizie e manovre sugli stipendi dei calciatori effettuate nel periodo della pandemia di Covid-19. L’indagine, come precedentemente detto, era stata aperta a Torino dopo la perquisizione della Guardia di Finanza nelle sedi di Milano e Torino a novembre 2021. I quell’occasione le Fiamme Gialle cercarono documenti riguardanti la compravendita e i bilanci degli anni 2019, 2020 e 2021. L’inchiesta si è poi spostata a Roma in seguito alla decisione del 6 settembre dei giudici della Quinta sezione della Cassazione, che dichiararono l’incompetenza territoriale del capoluogo piemontese. A Roma, tra l’altro, c’è la sede della società autorizzata dalla Consob all’esercizio della piattaforma Sdir, a cui si era rivolta la Juventus. A coordinare le indagini è il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, mentre si stanno occupando dell’inchiesta i pm Giorgio Orano e Lorenzo Del Giudice. I legali del club bianconero avevano già incontrato Del Giudice negli scorsi mesi, ma il pm ha proseguito con gli approfondimenti e ora dovranno difendersi anche dalle accuse formalizzate dai magistrati romani.