Il Lens di Saud Abdulhamid è primo in Ligue 1

Il Lens sorprende la Francia e guarda tutti dall’alto, perfino il PSG. Una squadra che in estate ha salutato diversi protagonisti – da Diouf ed El Aynaoui, finiti rispettivamente a Inter e Roma – ma che ha saputo reinventarsi fino a diventare la rivelazione assoluta della Ligue 1.

Dalla rivoluzione al primato

Nell’ultima gara del 2024 il Lens si era arreso al PSG in Coppa di Francia, sconfitto ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. In quell’occasione era andato a segno Khusanov, difensore uzbeko ceduto pochi giorni dopo al Manchester City per circa 40 milioni di euro. Da lì è iniziata una profonda trasformazione.

Nel corso dell’estate il club ha incassato circa 90 milioni di euro dalle cessioni, reinvestendone poco più della metà. Una politica oculata che, dopo 15 giornate di campionato, ha portato il Lens a guidare la classifica con un punto di vantaggio proprio sui parigini.

L’impronta di Pierre Sage

Il grande artefice della cavalcata è Pierre Sage. Subentrato in passato a Fabio Grosso al Lione senza nemmeno il patentino da allenatore, oggi si gode il primato con un Lens solido e spettacolare: 11 vittorie, un pareggio e tre sconfitte, 26 reti segnate e soltanto 13 incassate.

Il gruppo è compatto, organizzato e guidato dall’esperienza di Florian Thauvin. L’ex Udinese ha ritrovato brillantezza in patria: cinque gol e due assist fin qui, tra cui una doppietta all’Angers e una rete nell’ultima uscita contro il Nantes. Prestazioni che gli sono valse anche il ritorno in Nazionale.

Al Bollaert-Delelis si respira entusiasmo: uno stadio che si riempie ogni settimana con i tifosi dei “Sang et Or”, simbolo di una comunità compatta che sogna in grande.

Un volto completamente nuovo

Rispetto a un anno fa, il Lens ha cambiato pelle. Khusanov e Danso oggi vestono le maglie di Manchester City e Tottenham; El Aynaoui e Diouf sono approdati in Serie A; Nzola è rientrato alla Fiorentina prima di essere girato in prestito al Pisa; Frankowski, Koffi, Medina e Fulgini hanno preso altre strade.

In entrata, invece, sono arrivati il difensore Baidoo dal Salisburgo, il centrocampista Sangaré dal Rapid Vienna, l’attaccante Edouard dal Crystal Palace e anche Saud Abdulhamid, ex meteora della Roma. Parte del lavoro di costruzione è stata avviata dall’ex direttore sportivo Diego Lopez, oggi al Genoa, mentre ora il mercato è nelle mani di Jean-Louis Leca, che sta dando continuità al progetto del patron Joseph Oughourlian.

Perché il Lens vende tanto

La necessità di generare plusvalenze è figlia della crisi dei diritti televisivi che ha colpito il calcio francese negli ultimi anni. Come molti club di Ligue 1, anche il Lens ha dovuto puntare su un player trading aggressivo per mantenere sostenibile il bilancio, abbassare il monte ingaggi e restare competitivo attraverso scouting mirato e scelte intelligenti.

Come gioca e dove può arrivare

Il momento è straordinario: cinque vittorie consecutive, nove successi nelle ultime undici partite. Il prossimo impegno contro il Nizza potrebbe consacrare il Lens campione d’inverno, un traguardo che darebbe ulteriore slancio alla corsa al titolo.

Dall’ottavo posto della scorsa stagione, la squadra ha ritrovato ambizioni europee e sogna il ritorno in Champions League. Il titolo manca dal 1998, unico trionfo nella storia del club, mentre il primato in classifica non si vedeva dal 2004.

Sage non spegne l’entusiasmo: crede nel lavoro quotidiano, nella continuità e nella mentalità del gruppo. Il Lens è solido in difesa, efficace sulle palle inattive e capace di proporre un calcio verticale e dinamico. Sangaré detta i tempi in mezzo al campo, Thomasson guida con esperienza, Said ed Edouard garantiscono presenza offensiva e Thauvin illumina con qualità e fantasia.

Con uno dei budget più bassi del campionato, il Lens ha costruito una macchina quasi perfetta. E mentre si muove già sul mercato per ulteriori rinforzi, il sogno resta lì, concreto. In Ligue 1, quest’anno, tutto sembra possibile.
Credit Fotografico: Shutterstock

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