Gravina: «Nessun obbligo di dimissioni in caso di mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali»

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, respinge l’idea che un’eventuale nuova esclusione dell’Italia dai Mondiali possa portare automaticamente alle sue dimissioni. Intervenuto in conferenza stampa al termine del consiglio federale, il n.1 del calcio italiano ha ribadito di sentirsi pienamente legittimato a proseguire il proprio mandato, a prescindere dall’esito dei play-off contro l’Irlanda del Nord.
Gravina ha ricordato che non esiste alcuna norma federale che imponga il passo indietro in caso di mancata qualificazione, sottolineando come le pressioni esterne non debbano condizionare le dinamiche interne della Federazione: «Lo stesso discorso si era fatto dopo la gara con la Svizzera nel 2022. Ma il principio di democrazia è scandito dalle regole federali, e il voto del 98,7% ricevuto alle elezioni parla chiaro».
«Prima l’Irlanda del Nord, poi l’eventuale finale»
Sul fronte sportivo, Gravina mantiene un cauto ottimismo: «Secondo me andremo ai Mondiali. Chi merita va avanti: se dovessimo uscire con Irlanda del Nord, Galles o Bosnia, significherebbe che non siamo stati più forti».
Il presidente ha invitato a evitare gli errori del passato, quando si pensava già alla finale prima della semifinale con la Macedonia del Nord: «Dobbiamo concentrarci sull’Irlanda del Nord e poi, solo dopo, sull’eventuale finale».
Rinvio del campionato escluso: sì a un possibile stage
Sul tema della preparazione, Gravina ha escluso la possibilità di rinviare una giornata di Serie A per favorire gli azzurri: «Non cerchiamo scorciatoie, il rinvio non è percorribile».
Molto più fattibile, invece, l’organizzazione di uno stage della Nazionale, da programmare entro metà febbraio compatibilmente con gli impegni dei club: «Ho percepito una buona disponibilità da parte delle società».
Play-off Italia–Irlanda del Nord: scelta Bergamo
Per quanto riguarda il luogo della semifinale dei play-off, Gravina ha annunciato che l’intenzione della Figc è quella di giocare allo Gewiss Stadium di Bergamo, scelta dettata dalla grande accoglienza già sperimentata dalla Nazionale nelle precedenti occasioni.
I posti per l’Europa e il peso dell’Italia nel calcio mondiale
Il presidente Figc ha infine affrontato il tema dei pochi posti riservati alle nazionali europee nel Mondiale 2026, spiegando che si tratta di decisioni prese a livello internazionale: «Le regole sono chiare e non ha senso parlare di anomalie. Guardando il ranking, forse l’Italia avrebbe meritato qualcosa in più».
Una mancata qualificazione, avverte, danneggerebbe non solo i tifosi, ma anche l’immagine globale del Paese: «L’Italia resta un brand forte e riconoscibile, ma i risultati si ottengono sul campo, non per prestigio. Oggi lo scenario non è più quello di 25 anni fa».
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