Aryna Sabalenka vola ancora in finale a Melbourne: Svitolina battuta in due set

Quarta finale consecutiva a Melbourne per la numero uno del mondo, che domina Svitolina. In finale sfiderà Pegula o Rybakina.
Ce l’ha messa tutta Elina Svitolina, arrivata a Melbourne imbattuta nel 2026 dopo il trionfo ad Auckland e le vittorie di prestigio contro Mirra Andreeva e Coco Gauff. L’ucraina ha provato a lottare, a togliere ritmo e campo all’avversaria, cercando di spostarla dal centro dello scambio. Ma il confronto con la numero uno del mondo Aryna Sabalenka ha messo in evidenza una differenza di peso specifico troppo marcata, nonostante il ritorno di Svitolina in top ten, il primo da quando è diventata mamma.
I colpi della bielorussa sono troppo profondi, angolati e penetranti per essere contenuti: Sabalenka aggredisce lo scambio, domina in risposta e alza costantemente la pressione. Il kick della seconda di servizio pesa sulla statura di Svitolina, la potenza sulla diagonale del dritto spezza ogni tentativo di resistenza. Le occasioni concesse sono pochissime: quattro palle break in tutto, due già nel primo game. E quando nel secondo set l’ucraina prova a scappare sullo 0-2, arriva la reazione che decide il match: un parziale di 12 punti a 2 che cambia l’inerzia e chiude i conti.
È in quel momento che Sabalenka completa la sua trasformazione. Non solo forza e potenza, ma anche discese a rete, tocco e sensibilità, qualità impensabili fino a qualche stagione fa, quando il suo tennis era fatto quasi esclusivamente di cannonate. Un’evoluzione evidente da quando ha scelto Max Mirnyi come guida tecnica, ex maestro del doppio capace di insegnarle varietà e soluzioni.
Aryna Sabalenka approda così al quarto epilogo consecutivo all’Australian Open senza cedere nemmeno un set, confermando anche una straordinaria solidità nei momenti chiave, con 20 tie-break consecutivi vinti. Ora, per conquistare il terzo titolo a Melbourne e il quinto Slam della carriera, l’ultimo ostacolo sarà una tra Jessica Pegula ed Elena Rybakina, avversarie nella seconda semifinale.
Riconoscimento editoriale: Leonard Zhukovsky/shutterstock.com










